Un intervento chirurgico lascia dietro di sé cicatrici post-operatorie ed eventuali aderenze, la cui formazione fa parte del normale processo di guarigione. Va detto che ogni individuo risponde in maniera diversa e a seconda di vari fattori.
Influiscono, per esempio, il tipo di operazione subita, la presenza di patologie pregresse, la genetica, l’età, l’esposizione solare e la cura che si pone nella gestione della ferita.
Nell’articolo capiremo meglio cosa sono le aderenze e le cicatrici, e spiegheremo quali sono le buone abitudini da seguire per risolvere le aderenze e migliorare l’aspetto delle cicatrici post-operatorie. Scopriremo anche i trattamenti per la gestione di cicatrici e aderenze più complesse.
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Cosa sono le aderenze e le cicatrici e perché si formano?
Le cicatrici si formano per riparare il tessuto cutaneo in seguito a un intervento chirurgico, a un ustione o altro trauma. Ne esistono di varie tipologie: possono essere piatte e di colore simile alla pelle circostante, ipertrofiche (più spesse), cheloidi (si estendono oltre i margini della ferita), atrofiche che presentano avvallamenti (vedi segni lasciati dall’acne) o retraenti, con la pelle che rimane molto tesa.
Le aderenze, invece, sono il tessuto fibroso ricco di collagene che può formarsi in eccesso dopo un’operazione chirurgica e che unisce organi, muscoli e tessuti che normalmente dovrebbero rimanere separati.
Il rischio di sviluppare aderenze aumenta dopo interventi di chirurgia addominale o pelvica e come conseguenza di un’infezione post-operatoria.
Quali problemi possono causare aderenze e cicatrici post-operatorie?
In molti casi cicatrici e aderenze non causano sintomi importanti, tuttavia può accadere che il paziente avverta dolore acuto o cronico e si verifichino problemi di tipo funzionale.
Ad esempio, nel caso di aderenze addominali, possono presentarsi disturbi digestivi o ostruzioni intestinali. In presenza di aderenze pelviche, le donne possono sperimentare dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia).
Come ammorbidire le cicatrici e ridurre le aderenze con prodotti topici mirati
Per ammorbidire le cicatrici, renderle meno visibili e alleviare i disturbi causati dalle aderenze, è fondamentale utilizzare prodotti topici mirati.
Il loro uso quotidiano mantiene ben idratata la pelle, riduce la formazione di tessuto cicatriziale fibroso e contribuisce al processo di rigenerazione cutanea.
Tra le soluzioni più efficaci troviamo Revée Scar Gel e Revée Oil, due prodotti studiati appositamente per migliorare l’aspetto delle cicatrici e aiutare a ridurre le aderenze post-operatorie. Vediamo meglio quali sono le caratteristiche di questi prodotti e come vanno utilizzati.
Revée Scar Gel
Si tratta di un gel a base di silicone 100%, ideale per il trattamento delle cicatrici. Il silicone migliora l’aspetto delle cicatrici formando una barriera protettiva che mantiene il giusto livello di idratazione della pelle.
Basta stendere una piccola quantità di gel sulla cicatrice con una leggera applicazione 2 volte al giorno per almeno 8 settimane, per ammorbidire le cicatrici post-operatorie e prevenire la formazione di cicatrici ipertrofiche e cheloidi.

Revée Oil
Un prodotto specifico per ammorbidire e idratare le cicatrici, consigliato dai chirurghi, è Revée Oil, un olio cosmetico secco a rapido assorbimento, formulato con Rosa Mosqueta e olio di Mandorle Dolci, in sinergia con una selezione di oli di origine vegetale e arricchito con Vitamina E pura, noto antiossidante cosmetico, la sinergia di questi ingredienti favorisce la rigenerazione cellulare e mantiene la pelle elastica e nutrita.
Questo prodotto ammorbidisce le cicatrici rendendole meno visibili e aiuta a ridurre le aderenze mantenendo la pelle flessibile e idratata. Basta applicarlo due volte al giorno direttamente sulla cicatrice o sulla zona con aderenze, massaggiando con movimenti circolari fino a completo assorbimento.
Quali altri trattamenti aiutano a contrastare cicatrici e aderenze?
Mobilizzazione manuale del tessuto cicatriziale
Per risolvere i segni chirurgici più evidenti e le aderenze più fastidiose, è utile sottoporsi al trattamento manuale, che solo un fisioterapista o uno specialista può eseguire.
In particolare, il trattamento manuale della cicatrice ammorbidisce il tessuto cicatriziale, “rompe” le aderenze tra i tessuti e migliora la circolazione sanguigna nella zona trattata, favorendo la guarigione.
Terapia laser
In caso di cicatrici ipertrofiche o cheloidi, un ruolo da protagonista spetta di sicuro a uno dei trattamenti più all’avanguardia, il laser, che riduce la visibilità dei segni chirurgici, migliora la flessibilità del tessuto e riduce le aderenze superficiali.
Trattamento con ultrasuoni
La terapia a ultrasuoni utilizza onde ad alta frequenza per riscaldare i tessuti e stimolare il flusso sanguigno. Questo trattamento è spesso utilizzato per “rompere” le aderenze, ridurre la rigidità e il dolore associati alle cicatrici, e promuovere la guarigione dei tessuti profondi.
Cortisone e intervento chirurgico
In alcuni casi, le cicatrici ipertrofiche o cheloidi richiedono il trattamento con iniezioni di corticosteroidi, che agiscono negli strati sottocutanei come il derma.
Quando le cicatrici o le aderenze causano disfunzioni o dolore intenso, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere il tessuto cicatriziale, liberare le aderenze e rimodellare la cicatrice per migliorarne l’aspetto estetico.
Consigli utili per prevenire cicatrici e aderenze post-intervento
Il chirurgo che ha eseguito l’operazione sarà il primo a fornire preziosi consigli da seguire alla lettera su come mantenere pulita la ferita e come e quando applicare i prodotti topici.
In presenza di cicatrici recenti vanno evitati movimenti bruschi e l’esposizione al sole, che può causare un’iperpigmentazione della pelle rendendo la cicatrice più evidente. Ricordiamo che è molto importante applicare sempre una crema solare ad ampio spettro come Revée Sun Care 50+ e coprire la cicatrice.
Le cicatrici non vanno toccate anche se causano prurito e per risolvere il fastidio si possono usare prodotti idratanti specifici, come Revée Oil e Revée Scar Gel, di cui abbiamo già parlato nei paragrafi precedenti.

Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole affinché una cicatrice migliori?
Non è possibile stabilire un tempo standard, perché i pazienti rispondono in modo del tutto personale al processo di guarigione. Di solito, indicativamente, servono dai 2 ai 6 mesi per vedere ridurre il rossore e la tensione e fino a uno o due anni per un miglioramento più evidente.
Le aderenze si possono eliminare del tutto?
Le aderenze possono essere ridotte o gestite con trattamenti come massaggi, esercizi di mobilizzazione e prodotti specifici, come Revée Oil e Revée Scar Gel, che aiutano a migliorare l’elasticità della pelle. In presenza di tipologie di aderenze più gravi, che causano dolore o complicazioni significative, è necessario un trattamento più invasivo come un intervento chirurgico.
Quando bisogna ricorrere alla chirurgia plastica?
Si ricorre alla chirurgia plastica quando le cicatrici chirurgiche sono molto visibili o ci sono aderenze dolorose che i trattamenti non invasivi non hanno risolto.
Il chirurgo plastico interviene per rimodellare o ridurre la cicatrice, migliorando sia l’aspetto estetico che la funzionalità della zona interessata.
Conclusioni
Ogni paziente reagisce al processo di guarigione post-intervento chirurgico in maniera del tutto individuale, a seconda di fattori determinanti quali il tipo di operazione subita, la familiarità, la risposta del sistema immunitario, la presenza di patologie pregresse e l’attenzione posta nella cura delle ferite.
È fondamentale seguire le indicazioni fornite dal chirurgo e utilizzare i prodotti topici specifici come Revée Scar Gel o Revée Oil per idratare la pelle e facilitare il processo di guarigione.
In caso di cicatrici o aderenze che non migliorano, è necessario rivolgersi a uno specialista che, probabilmente, suggerirà trattamenti più specifici e talvolta invasivi.
Per ulteriori informazioni sui prodotti Revée scrivi a info@revee.it. Risponderemo a ogni richiesta nel più breve tempo possibile.
Articolo revisionato dalla Dr.ssa Elena Lucattelli, Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Dirigente Medico presso l’Ospedale Franchini, Santarcangelo di Romagna (RN, Italia) e attiva anche in libera professione a Bologna (BO, Italia) e San Marino